8 September 1943: Die italienischen Militärinternierten – Presentazione del sito

Questo sito internet rappresenta un documento storico e lo scopo della sua pubblicazione consiste soltanto nel trovare “come andarono veramente le cose”. Al di là di ogni condanna e di ogni apologia , resta il dovere di conoscere, senza il quale non si può capire e quindi neppure giudicare. 

(audio del comunicato di Pietro Badoglio alle Forze Armate Italiane alle 19.42 dell’8 settembre 1943) FONTE [WIKIPEDIA]

8 settembre 1943. Una data che segna un momento cruciale per le sorti dell’Italia belligerante nel panorama del secondo conflitto mondiale. Il giorno in cui, all’insaputa di tutti, l’alleato tedesco diventa improvvisamente il nemico da fronteggiare.

Nato dal caos, il generale abbandono e sbando in cui furono lasciate tutte le forze armate italiane è il risultato di un vergognoso ribaltone a danno di tutti coloro che sino a quel momento avevano coerentemente combattuto una guerra in nome del Duce, del governo italiano, del Re Imperatore e dei suoi più alti in grado ufficiali comandanti.

Lasciati in balia del fato da un governo vile scappato a Brindisi, per rifugiarsi per primo dalle sciagure oramai prossime, e ansioso di porre fine ad una guerra oramai persa inesorabilmente, da un alleato scomodo ed ingombrante sperando in una poco probabile riconciliazione con quelli che una volta erano considerati nemici, i nostri soldati ed ufficiali al fronte si ritrovarono accerchiati e privi di ogni difesa da un ex-alleato, oramai decisamente nemico, che da tempo aveva subodorato l’atteggiamento voltagabbana dell’Regia Italia Fascista e che si era preparato per bene a fronteggiare la situazione.

Con quel giorno infausto iniziava per il soldato italiano, catturato e tradotto a viva forza nei campi di prigionia sparsi sul territorio occupato dalle forze germaniche, un periodo di cattività e di privazione dei più basilari diritti internazionali, di sofferenza psichica e fisica, e di umiliazioni che non raramente terminava con la morte.

Sia tutto ciò in Memoria di coloro che si sacrificarono oltre il loro Dovere, per coloro che sono tornati a casa e per coloro che non ce l’hanno fatta.

Dedico anche alla Memoria del mio amato padre Giovanni Bertuzzi, marinaio della Regia Marina che fu catturato dai tedeschi l’8 settembre 1943 e condotto in prigionia in Germania. Uomo buono e generoso, patì come tanti altri suoi commilitoni sofferenze indicibili. Fortunatamente per lui riusci a sopravvivere e a tornare a casa e rifarsi una vita senza però mai dimenticare.