28 agosto 1944

Commento alla lettera.

Nel trascrivere il testo della lettera, l’ho volutamente lasciato inalterato per mantenere intonso il contenuto, c’è difatti qualche evidente errore di battitura.

Nota:

nel trattare i documenti che sono pubblicati ho lasciato inalterati i contenuti e i piccoli refusi che mio nonno cercò di correggere con un lapis di colore blu. Tutto ciò al fine di preservarne l’originalità, quindi il valore storico e, per quanto mi riguarda, anche quello affettivo. 

Introduzione alla lettera del 28 Agosto 1944:

Chi scrive è mio nonno Umberto Bertuzzi, si rivolge al figlio Giovanni Bertuzzi raccontandogli delle difficoltà che incontra per l’invio di materiale destinato ai prigionieri di guerra.

Traspare inoltre dalla lettura un aspetto storico interessante. Grazie all’intercessione di Mussolini, Hitler concesse un importante cambiamento dello stutus giuridico degli internati italiani i quali divenivano lavoratori coatti.

Il cambiamento fu cosa assai importante per la loro stessa sopravvivenza perché, da internati, gli ufficiali e i soldati italiani vennero privati dei diritti riconosciuti dalla Convenzione di Ginevra e il trattamento a loro riservato, inasprito dall’odio per aver tradito l’alleato germanico, era molto duro. 

Della lettera mi colpisce la semplicità comunicativa ed un certo modo di scrivere ad oggi non più in uso comune. Non posso essere indifferente di fronte  all’intenso amore che ne trasudano le parole stesse dallo scritto. E’ ancora una volta mio nonno che si adopera con le sue affettuosissime parole a portare conforto e a cercare di rasserenare il figlio sulle loro condizioni di salute e per un futuro di nuovo assieme. La necessità di far comprendere in così poco spazio a disposizione l’enorme angoscia per il figlio in prigionia e il desiderio di volerlo comunque rassicurare per il presente e per il futuro di tutti e della famiglia.

Presto tutto si schiarirà

Nei saluti della famiglia a mio padre si citano oltre a quelli di mio nonno (Umberto) , di mia nonna (Mammina Rachele), suo fratello (Giorgio) aggiunge anche quello di mio bisnonno (Santo). 

In questa lettera ho scoperto cose che non sapevo di mio padre. Ad esempio che fosse affettuosamente ritenuto in famiglia un “Orsetto brontolon” e sopranominato Ninul (sapevo Gianni per sua scelta, oppure più affettuosamente detto in famiglia “Nino” come diminutivo di Giovannino, che so per certo lui non amava affatto); son cose che a distanza di anni fanno pensare.

Contenuto della lettera.

Trieste 28 agosto 1944.

Nino mio caro. Noi tutti godiamo di ottima salute, sperando che un simile lo sia di te.

Nella tua ultima, appresi con sommo piacere che a voi tutti vi è stata concessa la tanto agognata libertà, questo non solo rallegra noi tutti, ma certamente anche a voi che da molto tempo sopportate con eroica rassegnazione la vostra lunga clausura forzata.

Gianni caro, vorrei avere la possibilità di fare qualcosa di più per te, ed inviarti un po di tutto, cose a te necessarie, ma purtroppo tutto ciò non mi è permesso di farlo, figurati che attualmente sono in possesso di tre cedole [manca parte del foglio] per pacchi, e non ti posso spedire [manca parte del foglio] che solo uno, per il [manca parte del foglio] fatto che non vi sono mezzi di trasporto, però non dubitare che non appena lo potrò lo farò.

Mio caro “Orsetto” in merito a noi non darti alcun pensiero, che qui va tutto bene, in merito a te mi raccomando di essere forte e di darti coraggio vedrai che presto tutto si schiarirà, con l’aiuto di Dio tu raggiungerai la tua casa ed i tuoi cari che non ansia infinita ti attendono a braccia aperte, ed allora potrai finalmente appoggiare sul mio petto, il tuo povero capo, tanto stanco e così pure su quello della tua Mammina, di tuo fratello Giorgio e del tuo Nonno.

Chiudo la presente, con l’augurarti da parte nostra, ogni bene con tanti auguri infiniti, ed altrettanti cari bacioni e forti abbracci, con un bel arrivederci a presto, di nuovo coraggio e spera sempre in bene che presto si vedremo per sempre uniti, un (baccione) grande, grande, grande al nostro caro Gianni cosidetto Ninul e Orsetto brontolon, saluti pure da tutti i tuoi conoscenti e parenti.

Di nuovo tanti baci cari e abbracci forti. Tuo Papà.

Umberto

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