17 agosto 1944

Nota:

nel trattare i documenti che sono pubblicati ho lasciato inalterati i contenuti e i piccoli refusi. Tutto ciò al fine di preservarne l’originalità, quindi il valore storico e, per quanto mi riguarda, anche quello affettivo.

Gianni mio caro, come al solito noi tutti stiamo benissimo, un simile spero di te, come al solito ti vorrei scrivere tante cose belle, ed in certi momenti vorrei essere la presente per poterti dire e guardarti in persona e per infonderti un certo coraggio che suppongo sia necessario, questo mio desiderio è anche quello di tutta la nostra famiglia, ma che vuoi, a noi non ci resta che confortarci (per ora) con i scritti, ma sei certo che presto e non lontano, sarà quel giorno da noi tutti tanto atteso.

Gianni caro, noi qui conduciamo la solita vita, e ben poco ha cambiato da quando sei lontano da noi, quindi non preoccuparti in alcun modo e qualunque siano le notizie che tu sentirai da qui non impensierirti per noi, che io e tutta la famiglia cercheremo di camparla sempre alla meglio, del resto sempre, coraggio e pazienza e vedrai che Dio ci aiuterà, come ci aiutò sempre tanto quel giorno tanto atteso, il cuore mi dice che non è lontano, al tua mammina oggi ritorna da Zia Bice e mi raccontò di aver letto il tuo caro scritto questo che ci fece piacere a noi tutti nel sentire che tu stai benissimo e che i nostri pacchi ti sono molto graditi vorrei poterti inviare almeno uno per settimana, ma ciò non mi è possibile, mi devo limitare solo alle tue richieste che attualmente sono provvisoriamente sospese per le partenze.

Chiudo con lo inviarti tanti bacioni cari e forti abbracci, dalla tua mammina, Giorgio, Nonno e dal tuo papà che ti vuole tanto bene. Bacioni papà. Umberto

(c’è un post scriptum di saluti quasi illeggibile dal tempo)

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