Lettera del 25 settembre 1942

Questo documento è il primo in ordine cronologico pervenuto nel riordino delle carte di mio padre. All’epoca dei fatti egli aveva poco meno di 20 anni.

Quel periodo narrato dai suoi ricordi di giovine marò, ora i miei che ne tramando i contenuti ai posteri, mi disse che la sua destinazione iniziale era finalizzata alla campagna d’Africa; tant’è che aveva già ricevuto tutto l’occorrente per il trasferimento al fronte. Non fu così poiché per i contingenti italiani la guerra non andava proprio come dalle migliori intenzioni e all’ultimo momento venne diversamente destinato al Comando Dicat a Pola.

La lettera che segue è ovviamente la narrazione di eventi personali e familiari e sono di scarso interesse storico, d’altro canto la censura proibiva ogni riferimento logistico/militare e bellico e sanzionava pesantemente chi contravveniva a tali disposizioni. Comunque, ad un’analisi più attenta ed osservando le immagini si possono notare alcune curiosità ed alcuni spunti per degli approfondimenti:

– il visto della censura “restituito alle poste per l’inoltro il giorno 26 set 42-XX” (dove XX fa riferimento al 20esimo anno dell’Era Fascista)
– un stampo di bollo a ditale “3 E 15” che potrebbe essere il sigillo identificativo del censore
– alcuni riferimenti all’incarico sotto le armi del mittente, che era incorporato nella Regia Marina. “S.D.T.” Specialista Direzione Tiro e il suo reparto di appartenenza a Pola ove prestava servizio “Reparto 55 Comando Dicat” acronimo di Comando Milizie Controaerei ed Artiglieria Marittima. La Milizia da difesa costiera nasce il 21 Gennaio 1935, dai militi della Dicat che forniva il personale alle batterie di difesa costiera della Regia Marina.

“Mio caro nonno.

Ieri alla stazione quando scesero papà, mamma e Giorgio ero certo di vederti anche te, ma invece hai voluto piantonare come al solito la casa. Io non ti so come ringraziare per il danaro che mi ha consegnato papà da parte tua, credimi che non mi necessitava e che certamente era meglio che tu non ti privassi dato che io ero rifornito da parte di papà. Ti ringrazio nuovamente. 

Caro il mio veceto, ti debbo dire che ho ricevuto i baci inviatomi da parte tua da Giorgio e da mamma ed appena mi sarà possible te li contraccambierò all’ennesima potenza.
Di me non so cosa dirti dato che tutto è come al solito salvo qualche nuova che ne la farò sapere appena ne sarò a conoscenza.

Ricevi da me i miei più cari saluti assieme a tanti baci ed abbracci pari a quelli che sai dare tu.

Tuo affettuosissimo Nino”

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